Meditazione per il sostegno spirituale per gli operatori: maggio 2012

Quale scuola vorremmo
Vorremmo
Una scuola che educhi a capire, rispettare e a amare tutte le altre persone a partire da coloro che condividono l’esperienza scolastica (compagni professori bidelli, personale di segreteria, famiglie.
Che stimoli a stupirsi delle meraviglie della realtà e quindi a gioire della vita.
Che sia momento di verifica delle proprie doti e delle proprie capacità, senza imposizioni di attività o di mentalità, così che ciascuno possa “inventare” il proprio futuro in base a ciò che scopre realmente di essere. Occasione per iniziare a partecipare alle vicende della società e del mondo intero.
Riflesso autentico della vita sociale, sia perché ne recepisce le esigenze di giustizia, di pace, di fraternità, sia perché le restituisce persone responsabili e capaci, che mettono le loro doti al servizio degli altri.

Se il tuo occhio è semplice
Quanti prossimi incontri nella tua giornata, in altrettanti cerca di vedere Gesù.
Se il tuo occhio è semplice, chi guarda in esso è Dio. E Dio è amore e l’amore vuole unire conquistando.
Quanti guardano alle creature per possederle!
Quanti guardano dentro di sé per possedersi, per possedere la loro anima!
L’anima, perché immagine di Dio, è amore e l’amore ripiegato su se stesso è come la fiamma che, non alimentata, si spegne.
Alimentati dell’amore di Dio.
Egli è in fondo ad ogni anima che vive e, se morta, è tabernacolo che attende di essere abitato.
Guarda dunque ogni fratello amando.
Amare è donare.
Ma il dono chiama dono, e sarai riamato.

Pregare il giornale
Prova a pregare il giornale. Specialmente le pagine di cronaca, protagonisti centinaia di sconosciuti. Fai passare nella tua preghiera tutto il mondo.
Obbliga la tua preghiera a camminare lungo tutte le strade degli uomini.
Lo so che il Signore sa già tutto. Eppure ha bisogno delle nostre informazioni.
Lui non ha bisogno del giornale. Ma ha bisogno di te. Le notizie, nella loro crudezza, le possiede già. Ma aspetta quelle stesse notizie filtrate dal tuo amore, interpretate dalla tua sensibilità.
E’ questo il giornale che interessa il Signore.
I drammi, le angosce, le attese, le gioie, le follie, gli avvenimenti degli uomini, conosciuti attraverso le vibrazioni che suscitano in te (Alessandro Pronzato).

L’amore…
La fame ti spinge ad uscire di casa per comprare il pane.
Tu spalanchi la porta per ammirare un tramonto.
Tu corri incontro all’amico che hai scorto dalla finestra.
Così, il desiderio, l’ammirazione, l’affetto sensibile possono strapparti a te stesso e gettarti sulla via del dono, ma tali sentimenti non sono ancora l’amore.
Il Signore te li offre come mezzi per aiutarti a dimenticarti ed a condurti all’amore.
L’amore è una strada a senso unico che parte sempre da te per andare verso gli altri. Ogni volta che prendi un oggetto o qualcuno per te, cessi di amare perché cessi di donare. Tu cammini a ritroso.
Per amare occorre essere capaci di rinunciare a sé (M. Quoist).

Storia: Noi galleggiamo
Un potente re disse a un vecchio sacerdote: “Tu dici che l’uomo che ha compiuto molti delitti otterrà di rinascere in cielo se chiede perdono a Dio. Se invece non si pente anche per un solo delitto finirà nell’inferno. E’ giusto? Molti delitti sono più leggeri di uno?”.
Il vecchio sacerdote rispose al re: “Se prendo un sassolino e lo depongo sulla superficie del lago, galleggerà o andrà a fondo?”
“Andrà a fondo” rispose il re.
“E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, che succederà?”
“Galleggeranno” rispose il re.
“Così, o re, avviene per gli uomini. Un uomo anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non cadrà nell’inferno. Invece l’uomo che fa il male e non ricorre alla misericordia di Dio, andrà perduto”.